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:: prodotti tipici e sviluppo locale


click per ingrandireLa globalizzazione dei mercati agricoli e la loro crescente liberalizzazione sta determinando rapidi mutamenti nel quadro competitivo internazionale, con l'affermazione repentina di minacce rilevanti e nuove opportunità per la filiera agro alimentare nazionale.
Nel corso del prossimo decennio gli attuali 15 paesi che formano l'Ue se ne aggiungeranno almeno una dozzina mentre altri già premono per entrare in quella che si annuncia come la più importante area economica regionale del mondo. Negli stessi anni si consolideranno le altre aree regionali come quella del nord america, il Mercosur o la comunità dei paesi del Pacifico ed entreranno a pieno titolo nel contesto mondiale degli scambi paesi come la Cina che, da sola, rappresenta un quinto della popolazione mondiale. Sempre nello stesso periodo è destinato a concludersi, ed inizierà a produrre i suoi effetti, il primo negoziato internazionale condotto in seno alla Wto.
Nell'orizzonte tracciato da questi eventi, è chiara la tendenza ad un ulteriore ampliamento del mercato secondo una logica che vede contemporaneamente in gioco due aspetti: la formazione e il consolidamento di ampie aree regionali e il rafforzamento indispensabile di una regione unica e di regole sempre più condivise per evitare il ritorno verso politiche protezionistiche che – nel corso della storia – hanno sempre seguito le fasi in cui prevalevano le ragioni del libero scambio. In questo quadro evolutivo si colloca il complesso problema della prospettiva dei prodotti agro alimentari e più specificatamente di quelli di un paese come l'Italia, inserito nell'area europea e, allo stesso tempo, pronto ad affrontare le conseguenze della crescente internazionalizzazione dei mercati su un settore agricolo che già sul piano intra-europeo incontra non poche difficoltà in termini competitivi.
L'agricoltura italiana affronta infatti questo scenario contando su un modello produttivo contraddistinto da una duplice vocazione: da un lato quella delle produzioni di tipo commodities, cui si affianca un gran numero di produzioni “specialties” la cui elevata qualità, legata alle zone di provenienza ed alle tecniche di produzione e trasformazione, è riconosciuta come tale da ampie fasce di consumatori, non solo nazionali ma anche esteri.
E' proprio un relazione a questo secondo gruppo di prodotti che si legano le maggiori opportunità potenziali di sviluppo. In tale ambito si collocano le produzioni tipiche che, per i forti legami di natura socioeconomica esistenti con il territorio, detengono un ruolo di prim'ordine nell'economia dei sistemi locali di produzione, tanto che il valore è ampiamente riconosciuto. Gli stessi orientamenti della politica agricola comunitaria e nazionale, hanno evidenziato l'importanza dello sviluppo delle produzioni di qualità come strumento per contribuire alla riduzione delle eccedenze offrendo occasioni alternative di reddito alle popolazioni rurali, specie delle aree montane e svantaggiate, e per rispondere alla crescente richiesta dei consumatori di prodotti “sicuri” e con caratterisctiche qualitative “uniche”, per l'origine e/o per la particolarità dei processi produttivi.

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